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APPUNTI
DI STORIA DELLA
FILARMONICA
MORETTI 1518
DI
PIETRA LIGURE
A cura di Giuliano Confalonieri
L’associazionismo
è un gioco ad incastri nel quale i meriti e le carenze di uno si
intersecano nei meriti e nelle carenze degli altri, completandosi
reciprocamente fino a diventare amalgama esecutivo. Un fenomeno a vasi
comunicanti che spesso produce risultati eccellenti. Per mantenere viva
una tradizione è necessario che molte persone si passino il testimone,
generazione dopo generazione, con passione e competenza: avere la
tenacia di perseguire uno scopo per centinaia d’anni è ancora più
encomiabile. La Filarmonica pietrese ha avuto la fortuna di avere le
persone giuste al posto giusto, gente che può sentirsi fiera, nel terzo
millennio, di avere allacciato passato e futuro in una continuità
esemplare. Gente che ha dato forza e calore all’iniziale complesso di
fiati fondato il giorno 8 luglio 1518 dal parroco Don Nicolò Nano per
accompagnare funzioni e processioni religiose come testimoniato
dall’atto notarile redatto da Gerolamo Basadonne di Pietra.
Raccogliere
brandelli del passato, memorie che rimangano a testimonianza futura: in
mancanza di una precisa cronologia dei fatti riguardanti la Banda e
lavorando su una carenza cronica di documenti attendibili, è
indispensabile affidarci ai ricordi di chi visse l’attività del
sodalizio poiché la documentazione ufficiale che la riguardava
(conservata fino al secondo conflitto mondiale negli archivi del Teatro
Verdi) è perduta insieme a molte informazioni essenziali sul lavoro
svolto nel passato.
A
fine Ottocento il gruppo assunse il nome di “Società Filarmonica di
Mutuo Soccorso” con un organico di circa 50 elementi. Il nome
statutario “Guido Moretti” è stato dato in omaggio al suo celebre
direttore, in attività per mezzo secolo fino al 1922, anno della morte.
Attualmente il complesso si avvale di oltre 30 componenti, in prevalenza
usciti dalla scuola di musica annessa, condotta fino al 1985 dal M°
Valentino Giovine e poi dalla Mª Carla Barison. Paolo Gazzano è il
maestro direttore che dal 1985, unendo passione e impegno pur tra mille
difficoltà, stimola nel gruppo la voglia di ‘fare musica’ con un
nutrito repertorio di brani per banda, classici ed operistici.
Le
potenzialità musicali ed operative del complesso, supportate
dall’attaccamento disinteressato dei suoi componenti e da un concreto
appoggio di Enti e privati, potrebbero essere maggiormente valorizzate a
livello regionale e nazionale ricucendo la storia di oggi con quella
dell’inizio Novecento quando riconoscimenti come il 1° Premio al
Concorso Nazionale di Savona, il 2° Premio al Concorso Internazionale
di Porto Maurizio, il 3° Premio al Concorso Nazionale di Genova e il 2°
Premio al Concorso Internazionale di Torino diedero la giusta ricompensa
al lavoro comune: quest’ultimo (1902) è stato assegnato per avere
“divinamente eseguito la sinfonia de l’usignuolo”; in tale
circostanza si distinse il flautista Luigi Accinelli soprannominato ‘u-flautu’,
discendente da una antica famiglia pietrese appassionata di musica. Il
famoso violinista allievo di Paganini, Camillo Sivori, durante i suoi
frequenti soggiorni a Pietra partecipò come solista ai concerti tenuti
talvolta sul palco (Rondò) in ‘ta ciassa növa’, costruito per
conto della Filarmonica.
L’attività
del sodalizio ha al suo attivo l’edificazione del Teatro su un terreno
di proprietà ubicato sul lungomare. Sul progetto dell’ingegnere
Antioco Macciò, i lavori iniziarono il 7 agosto 1898 e terminarono il
22 aprile 1899. Nel secondo dopoguerra, prima della definitiva
demolizione per l’inserimento dell’area nel nuovo piano urbanistico,
sul palcoscenico ricuperato agì ancora per qualche anno la
Filodrammatica locale. |